Gigi Colombi (Conte) nasce nei primi anni 50 a Castelnovo di Sotto, paesino della provincia emiliana.
Fin da piccolo, aiutato dal fatto che il padre e' titolare di un'orchestrina e lo zio e' compositore e musicista, comincia a frequentare i locali da ballo e la musica al seguito dei genitori. Negli anni della contestazione frequenta l'istituto per geometri nel capoluogo Reggio Emilia dove subisce le influenze musicali dell'epoca(e' il periodo della beat generation e dei figli dei fiori). Esperienza che intacchera' indelebilmente il carattere del Conte e che lo portera', dopo una prima esperienza lavorativa come venditore di mobili, a rilevare una vecchia balera e a trasformarla in un club di successo che negli anni ospita i piu' famosi personaggi e importanti orchestre. Ancora oggi il Cuore Matto e' un locale che si distingue per la qualita' della proposta musicale e della gente che lo frequenta. In tutti questi anni nonostante gli impegni lavorativi il Conte coltiva un'altra grande passione: la pittura. Cosi' nelle nottate insonni e nei sempre pi?i momenti liberi, il Conte trova rifugio nel garage-laboratorio di casa dove nascono innumerevoli opere che inesorabilmente occupano i sempre pi?itati spazi. E comincia anche a delinearsi il filo conduttore che legher?nscindibilmente tutta la produzione artistica del Conte: la musica. Quasi a sancire un rapporto di odio/amore con quella che in definitiva e' la sua vita, su queste tele, immersi in queste macchie di colori, troviamo brandelli /pezzi di dischi in vinile, perline dorate e brillantini, praticamente il mondo della musica e dello spettacolo che lo avvolge con tutte le sue effimere brillantezze. Per anni tutto questo resta solamente una passione personale, condivisa con pochi intimi, fino a quando, quasi per caso alcuni quadri vengono esposti nel suo locale (Cuore Matto). Ed e' in questo frangente che la gente si ferma incuriosita ad ammirare questi dischi incastonati su tele multicolori. Alcuni amici in seguito convincono il Conte a rendere pubblica questa passione e quindi a cominciare ad esporre i quadri ad un pubblico piu' vasto.
DALL'8 AL 24 OTTOBRE 2010 PERSONALE dal titolo "PERCORSI ALTERNATIVI" nell'ambito degli EVENTI COLLATERALI della 5 BIENNALE D'ARTE DI FERRARA. SPAZIO D'ARTE "L'ALTROVE" - Via dei Romei, 38- Centro storico FERRARA
DAL 25 SETTEMBRE AL 12 OTTOBRE 2010 PERSONALE presso "GALLERIA D'ARTE ARTEMISIA" CIRCOLO ARTISTICO B.GO SCACCHINI n.7 PARMA DAL TITOLO "SPINTE DINAMICHE INFORMI"
Il pittore Conte e' un indagatore dell? invisibile che si fa visibile. La sua espressivita' si radica nei territori misteriosi dell?inconscio, la cui voce si esprime attraverso uno spessore della materia stesa in chiave di informale puro. Tutto si svolge come in un grido costante, che evoca momenti spirituali, alla ricerca di un?ipotesi di salvezza. Egli opera in chiave di contrappunti, di strappi e di ricongiungimenti, senza compromessi rispetto al riconoscibile. L?unica traccia concreta e' la realta' del colore, fine a se stesso, come scelta di verita' assoluta. Conte non e' un informale espressionista di tradizione. Rispetto ai maestri del secolo scorso, che connotavano la non forma con intenzione naturalista o esistenziale - avendo Francesco Arcangeli come loro sensibile ma?e a' penser, studioso che ricercava verita' immanenti nelle sperimentazioni visuali legate a stati d?animo o a emozioni interiori e percio' risolte col puro pigmento - questo artista attua, in modo assolutamente personale, una modalita' illusoria e allusiva, legata a una concettualita' che si esprime esclusivamente attraverso le tensioni e le variabili di tecniche miste utilizzate con notevole sapienza linguistica. La sua contemporaneita' risiede nel forte impatto visivo che lo accosta piuttosto ai concettuali americani dell?Action Painting, oppure ai maestri francesi degli anni Sessanta. L?intenzione espressiva di questi lavori e' spirituale e drammatica, trasmettendo una concezione dello spazio pittorico come espansione macrocosmica di un pensiero filosofico. Se fosse un artista figurativo, accosterei Conte a certi maestri spagnoli d?epoca barocca, che raffiguravano l?eterna lotta dell?Angelo contro il Diavolo: nel suo linguaggio informale sono le cromie a dibattere, dove l?angelo appare nelle luminescenze, e il diavolo spadroneggia nell?ombrosita' del nero. Ma e' soprattutto esaltante, in questi lavori, la gestualita' controllata che traccia una scrittura multiforme, e il modo elegantemente aggressivo di affrontare ogni singolo momento espressivo e ogni tematica. Le composizioni di Conte non scendono mai a compromessi con forme anche solo suggerite o riconoscibili; egli lavora infatti meditando solo sugli spazi, sugli spessori, sui contrappunti tonali e atonali, senza lasciare nulla al caso. Utilizza carta trasparente e ferro, assemblandoli con perizia sul supporto della tela o della tavola, dove dipana allarga e sovrappone materie e colori in forme che dialogano astrattamente, sotto forma di pure enunciazioni visuali, esprimendo a volte rabbia, o sottili inquietudini. Ma nella sua poetica appaiono anche momenti piu' meditativi, passaggi senza drammatiche apparizioni di forme informi, e ondulanti come l?acqua di un mare mosso; in questi casi di calma apparente, rapide apparizioni di cromia morbida sembrano esprimere emozioni controllate, altrove sottaciute. e' comunque sempre presente una spinta dinamica, per cui tutto si espande in una visione aprospettica, che sembra esorbitare dal quadro per puntare all?infinito. L?utilizzo di materiali insoliti per la tecnica mista, e preziosi per il risultato di impatto estetico, il magma di un caos non casuale, conducono l?osservatore ad affacciarsi su un mondo brulicante di immagini vive, riflessioni di un?anima in lotta tra dubbi e certezze. Conte utilizza colori decisi, squillanti, emotivi, per dare corpo a riflessioni, dove l?inquietudine e l?interrogazione sono rappresentati dai contrappunti e dalle pieghe materiche. Il suo tracciare magma in chiave trasgressiva non si esaurisce mai nella forza espressiva della stesura o nella velina trasparente o nel ferro che aiuta la trama degli spessori: in verita', cio' che rende riconoscibile la sigla stilistica di Conte e' soprattutto una progettazione dove vige l?armonia delle dissonanze, e che si attua in un concertato palpitante di ritmi variegati.